Restauro del dipinto di Carlo Maratti nella Cappella Altieri
Cappella Altieri, Basilica di Santa Maria Sopra Minerva, Roma, da luglio a novembre 2025
L’Associazione Mecenati Roman Heritage Onlus ha sostenuto l’intervento di restauro del prezioso dipinto di Carlo Maratti intitolato “San Pietro presenta alla Vergine i cinque santi canonizzati da Clemente X Altieri”.
L’opera, di grande valore storico e artistico, è collocata all’interno della suggestiva Cappella Altieri nella basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Il dipinto celebra i cinque santi proclamati tali da papa Clemente X Altieri – Luis Beltrán, Rosa da Lima, Francesco Borgia, Gaetano da Thiene e Filippo Benizi.
Il progetto, promosso e sostenuto interamente dalla nostra associazione, si inserisce nel più ampio impegno volto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città di Roma, attraverso interventi concreti e mirati su opere di eccezionale rilevanza storica.
Il restauro rappresenta un ulteriore passo nel percorso di recupero e valorizzazione delle testimonianze artistiche custodite nelle chiese monumentali di Roma, in linea con la missione che guida Mecenati Roman Heritage sin dalla sua fondazione.
Il restauro è stato eseguito da Merlini Storti Restauri.
I fondi investiti per il restauro del dipinto sono pari a circa 31.700 euro, sostenuti con fondi dell’Associazione.
Commissionato da papa Clemente X Altieri, il dipinto di Carlo Maratti commemora la canonizzazione nel 1671 dei cinque santi. Nella biografia di Giovanni Pietro Bellori sul pittore, si riporta che Clemente X Altieri, dopo aver canonizzato i cinque santi il 12 aprile del 1671, ordinò a Maratti la pala che li raffigurava, dove questi appaiono condotti da San Pietro verso la Madonna in cielo.
La pala fu collocata già nel 1672 nella cappella della famiglia Altieri in Santa Maria sopra Minerva, la seconda a destra del presbiterio. Il 26 aprile del 1674 sappiamo dalle cronache di un padre domenicano che il dipinto fu oggetto di un grave atto vandalico. Si presume che l’opera danneggiata sia stata restaurata dallo stesso Maratti qualche anno dopo.
Il dipinto si presenta in un cattivo stato conservativo. La superficie presenta una rilevante opalescenza dovuta all’alterazione di vecchie vernici e/o fissativi alterati che ottundono valori cromatici originali e riducono la percezione della profondità della scena. La pellicola pittorica appare disomogenea e alterata e le cromie originali sono compromesse da un generale inscurimento, che compromette di leggibilità dei piani prospettici e dei volumi della composizione. Le stratificazioni di vernici e fissativi, accumulate nel tempo, hanno inoltre favorito la comparsa di ossidazioni e opalescenze in diversi punti della superficie. Da una prima visione eseguita a distanza, la tela non mostra evidenti problemi di planarità o difetti di tensionamento del supporto, mentre sono evidenti anomali “avvallamenti” in vari punti della superficie, riconducibili probabilmente allo storico atto vandalico del 1674 del quale i precedenti restauri, per altro non documentati, hanno forse voluto lasciare testimonianza